24/11/2008

LA TOMBA DI ALESSANDRO MAGNO NON E' IN EGITTO

tratto da: www.ansa.it

 

» 2008-11-22 15:45
LA TOMBA DI ALESSANDRO MAGNO NON E' IN EGITTO

 

ATENE - La tomba di Alessandro Magno non va cercata in Egitto, ad Alessandria o nell'oasi di Siwa, come creduto per secoli, ma si trova sotto gli occhi di tutti a Vergina, 70 chilometri da Salonicco. Lo sostiene lo studioso greco Triantafyllos D. Papazois, secondo il quale il Conquistatore del Mondo sarebbe sepolto nella tomba dove si crede si trovino i resti del padre Filippo II.

Secondo Papazois, uno storico ed ex docente di strategia militare che si basa sulle analisi antropologiche, sulla datazione degli oggetti contenuti nella tomba e sull'affresco in essa dipinto, il corpo di Alessandro, sepolto originariamente in Egitto venne recuperato e trasportato in Macedonia ai tempi del re Antigonos Gonata, salito al trono nel 277 a.C. Che a Vergina non sia sepolto Filippo II sono ormai d'accordo la maggioranza degli studiosi. Incertezze rimangono nel mondo scientifico su di chi siano i resti già a lui attribuiti.

22/10/2008

Utah, quante impronte di dinosauri

tratto da: www.repubblica.it

Geologi Usa hanno scoperto un sito fra Arizona e Utah dove gli animali preistorici
si ritrovavano: migliaia di impronte l'una a fianco dell'altra, come in una danza

Utah, quante impronte di dinosauri
"Sembra una pista da ballo"

 

SALT LAKE CITY - Un punto di ritrovo popolarissimo, amato da adulti ma anche dai giovani, quasi come una discoteca. A frequentarlo erano i dinosauri, oltre 190 milioni di anni fa. In un luogo remoto, al confine fra Arizona e Utah, negli Stati Uniti, geologi hanno scoperto una enorme quantità di impronte lasciate dagli animali preistorici, tutte concentrate in uno spazio ridotto. E l'immagine che è loro venuta in mente, guardando le tracce ammassate l'una a fianco dell'altra, è stata proprio quella di una pista da ballo. O di uno di quei giochi in cui ci si muove seguendo la musica, mettendo i piedi sulle impronte che si illuminano via via per terra, amatissimi dai ragazzi.

I risultati dello studio, pubblicato sul numero di ottobre della rivista specializzata Palaios, schiudono ora ai ricercatori nuovi particolari su com'era la vita dei dinosauri in epoca preistorica in una zona che si presentava allora come un enorme deserto sahariano: "vasto, secco, non abitabile" lo descrive Marjorie Chan, professore di geologia all'Università dello Utah e uno degli autori dello studio.

Il sito dove si concentrano le tracce, in un'area protetta del Vermilion Cliffs National Monument, potrebbe essere stata un'oasi con acqua fra altissime dune battute costantemente dal vento, e per questo, un punto di sosta molto apprezzato. Di sicuro "era un luogo che attraeva le folle, proprio come una pista da ballo" ha raccontato la professoressa Chan.

Il "locale" era apprezzato da specie diverse: sono infatti state ritrovate tracce di quattro diversi tipi di dinosauri impresse nella roccia. Alcune misurano oltre 40 cm in ampiezza, e hanno tre dita e un calcagno. Altre sono più piccole e circolari. Queste tracce sono state considerate in un primo momento semplici segni di erosione ma ora i ricercatori hanno individuato nel sito anche tracce della coda che gli animali trascinavano, molto rare.

Secondo Winston Seiler, uno studioso che ha analizzato l'area per la sua tesi di specializzazione, potrebbe trattarsi di un luogo in cui i dinosauri nel Giurassico si fermavano ad abbeverarsi e riposarsi prima di proseguire nei loro spostamenti. "Erano felici di fare una sosta in quel luogo, dopo aver girovagato in lungo e in largo, attraversato dune, stanchi per il caldo e le tempeste di sabbia" ha spiegato Seiler all'Associated Press, immaginando il gruppo di animali mentre godeva finalmente di un momento di relax.

Il sito individuato dai ricercatori si trova a oltre tre miglia dalla strada più vicina ed è parte di un'area naturalistica protetta, in cui si trova anche una formazione geologica molto nota agli "addetti ai lavori", chiamata l'Onda, the wave. Ogni giorno vengono rilasciati solo 20 permessi per potervi accedere, ma c'è da scommettere che le richieste per dare un'occhiata al locale di moda ai tempi giurassici, aumenteranno notevolmente.

(21 ottobre 2008)

06/10/2008

HA 570 MILIONI DI ANNI L'IMPRONTA PIU' ANTICA

tratto da: www.ansa.it 

» 2008-10-05 15:45

HA 570 MILIONI DI ANNI L'IMPRONTA PIU' ANTICA

 

ROMA - Viveva nel mare 570 milioni di anni fa il primo animale con le zampe finora noto. Aveva un corpo lungo circa un centimetro e un numero imprecisato, ma sicuramente numeroso, di zampe piuttosto lunghe e molto sottili, tanto da lasciare impronte simili a punte di spillo. Con esse si spostava sul tappeto di sedimenti soffici e compatti del mare poco profondo che si estendeva dove oggi si trova lo Stato americano del Nevada.

Un nome non ce l'ha ancora perché tutto quello che resta di questa strana creatura sono le impronte, scoperte dal gruppo di geologici dell'università dell'Ohio coordinato da Loren Babcock e presentate per la prima volta oggi negli Stati Uniti, nel congresso della Società Geologica Americana in corso a Houston. La scoperta è tutt'altro che una semplice curiosità: l'evidenza che 570 milioni di anni fa sulla Terra vivessero animali in grado di camminare sposta infatti indietro di 30 milioni di anni il momento in cui sono comparsi i primi animali dotati di zampe.

A riscrivere la storia della vita animale sulla Terra sono due file parallele di minuscole impronte simili a puntini, ognuno del diametro di circa due millimetri. Alla luce di questa scoperta, quindi, il primo animale con le zampe è vissuto nel periodo Ediacarano, il cui inizio è fissato a 635 milioni di anni fa. E' stato il periodo che ha immediatamente preceduto il Cambriano, nel quale la vita sulla Terra è letteralmente esplosa, con la comparsa di numerose nuove specie.

L'Ediacarano è da sempre considerato un periodo popolato da organismi estremamente semplici, come coralli o vermi, ma la scoperta delle impronte suggerisce che forse le cose non era così. Per la prima volta, osserva Babcock, "abbiamo l'evidenza che in quell'epoca è esistito un animale dotato di zampe e in grado di camminare". Babcock ha scoperto le tracce per caso, mentre studiava le rocce in una località del Nevada vicina a Goldfield. "Arrivammo su un affioramento che risaliva all'epoca a cavallo fra Precambriano e Cambriano, così ci siano fermati a dare un'occhiata. Ci siamo seduti e abbiamo cominciato a cercare tra le rocce. Nemmeno un'ora dopo abbiamo visto le impronte".

Il primo sospetto è stato che si trattasse di un animale simile a un millepiedi o comunque a un verme con piccole zampe. I fossili più antichi finora scoperti risalgono a circa 520 milioni di anni fa e a 540 milioni di anni fa, in pieno Cambriano. Le impronte fossili del Nevada, invece, non solo appartiene al più antico animale con le zampe finora noto, ma sono la prova che animali complessi popolavano la Terra prima del Cambriano. Adesso il gruppo di Babcock sta proseguendo le ricerche nella stessa regione in cui sono state scoperte le impronte, ma ci sono anche altre località nelle quali potrebbero trovarsi fossili antichissimi: per esempio, in passato, fossili di animali molto semplici che risalgono all'Ediacarano sono stati scoperti in Russia (nell'area del Mar Bianco), in Australia meridionale o in Namibia.(ANSA).