18/05/2009
continuare a lavorare è la cura più certa contro la demenza senile
tratto da: www.repubblica.it
Alzheimer: continuare a lavorare è la cura più certa contro la demenza senile. Ogni anno di lavoro, due mesi di prolungata salute mentale.
Lavorare fino a tarda età, se possibile lavorare sempre: è la cura più garantita contro l’avanzamento del morbo di Alzehimer, più volgarmente detto demenza senile. In altre parole, chi si illude che smettere di lavorare presto faccia bene alla salute sbaglia. Smetti, ti riposi ma perdi più velocemente le facoltà mentali: siamo prigionieri di un ingranaggio senza vie d’uscita.
La correlazione tra lavoro e salute mentale è stata stabilita da una equipe di medici e scienziati inglesi, dell’Università di Cardiff e dell’istituto di psichiatria del King’s College di Londra che hanno esaminato la storia e l’evoluzione in vecchiaia di 382 uomini (chissà perché solo uomini e non donne, questo lo studio non lo spiega). Hanno anche trovato una formula quasi matematica: un anno di lavoro in più, due mesi di Alzheimer in meno.
Che tenere la mente attiva aiuti lo si è sempre saputo, sulla base dell’esperienza diretta di ciascuno. Lo studio inglese ha riscontrato però sul piano statistico un’altra verità: che non è una questione di classe o censo. Il ritardo del declino cerebrale non dipende né dall’educazione né dal tipo di lavoro.
La demenza senile supera tutte le barriere: per combatterla bisogna essere attivi, possibilmente continuando nell’attività svolta tutta la vita.
La ricerca è stata molto attenta e estesa. Gli studiosi inglesi hanno cominciato analizzando il database del Medical Research Council e della fondazione per le ricerche sull’Alzheimer, incrociando poi le date di pensionamento con quelle della prima apparizione del male.
Le conclusioni dello studio sono state pubblicate dall’ultimo numero, appena stampato, dell’ International Journal of Geriatric Psychiatry.
Le conclusioni del team inglese portano un aiuto indiretto anche al Governo britannico, un cui organismo , l’Istituto nazionale per le ricerche economiche e sociali ha di recente auspicato che l’età di pensionamento, nell’arco dei prossimi dieci anni, venga innalzata a 70 anni, per mitigare l’impatto sui conti pubblici.
12:55 Scritto da: auroraxspirit in neurologia, scienza | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: alzehimer, lavoro, demenza, senile | OKNOtizie |
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Commenti
Certo lavorare fa bene, l'ho ha detto recentemente anche la Rita Levi Montalcini, ormai sulla soglia dei cento, che guarda caso di lavoro fa la ricercatrice. Ma c'è da dire che non sempre il lavoro è piacere, che anzi può pure togliere la vita a causa dei ritmi frenetici e dello stress. E non mi risulta che lo stress faccia bene alla salute. Senza parlare di chi svolge un lavoro manuale e pesante per il fisico. Quindi è vero tutto e il contrario di tutto, ma innalzare ulteriormente la soglia della fatidica pensione mi sembra una manovra più a favore della politica che della salute. La verità è che la pensione è il momento per dedicare la propria vita e il proprio tempo finalmente interamente a se stessi e ciò che più piace, l'unica vera attività contro qualsiasi tipo di demenza. Perchè il vero segreto è l'attività e la cura rivolta verso se stessi e la propria salute.
Scritto da: Diego | 23/05/2009
Quindi è vero tutto e il contrario di tutto, ma innalzare ulteriormente la soglia della fatidica pensione mi sembra una manovra più a favore della politica che della salute.
Scritto da: Nike Air Max | 06/07/2010
Per mia esperienza, posso dire che un lavoro interessante ed appagante possa certamente aiutare il cervello a riamnere attivo ed a non impigrirsi, d'altrocanto un lavoro che è fonte di stress vissuto come un "carcere a vita" non credo faccia bene alla salute. Inoltre in certi casi il lavoro troppo "presente" porta a non avere altri interessi (non parlao di stara tutto il giorno davanti alla televisione) come ad esempio ritrovarsi con persone che coltivano gli stessi hobbies, culturali o manuali che siano, penso diano un maggior beneficio a livello salute.
Che la politica abbia il coraggio di dire che l'innalzamento dell'età pensionabile è dovuto al fatto che in cassa non hanno il denaro per pagare le pensioni correnti per cui scaricano sulle Imprese i costi dei lavoratori con un ovvie conseguenze in materia di sviluppo.
Scritto da: michela | 30/10/2010
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