28/11/2008
ITALIANI SCOPRONO SEGRETO CRESCITA PIANTE
tratto da: www.ansa.it
» 2008-11-27 20:01
ITALIANI SCOPRONO SEGRETO CRESCITA PIANTE
ROMA - Fare allungare le radici di una pianta perché possa crescere in zone aride, o fare in modo che i suoi frutti siano più grandi e numerosi senza utilizzare fertilizzanti: diventa possibile grazie alla ricerca italiana pubblicata questa settimana sulla rivista Science. Diventa possibile modificare la genetica delle piante senza introdurre in esse nuovi geni, ma potenziando o riducendo l'attività dei geni che controllano i fattori di crescita che regolano lo sviluppo delle piante. "In pratica acceleriamo il processo di evoluzione: modificando i geni stessi della pianta otteniamo in due anni quello che in natura richiederebbe tempi lunghissimi", spiega la coordinatrice della ricerca, Sabrina Sabatini, dell'università di Roma La Sapienza. Lo studio è stato condotto dal gruppo di Paolo Costantino, del dipartimento di Genetica e biologia molecolare e accademico dei Lincei. I ricercatori sono riusciti a scoprire il segreto che regola l'equilibrio fra i due principali fattori di crescita delle piante, gli ormoni auxina e citochinina: insieme controllano la crescita delle cellule, regolandone la divisione e il differenziamento, e di conseguenza la crescita degli organi della pianta.
"La crescita di qualsiasi organismo - osserva Sabatini - si basa sulla decisione che ogni cellula deve decidere se lasciarsi aperte tante vie sviluppo oppure specializzarsi. Sono decisioni importantissime, che determinano la vita di un organismo". Decisioni che, come hanno scoperto i ricercatori italiani, dipendono dalla competizione tra i due ormoni: se "vince" l'auxina le cellule restano immature e possono solo dividersi; se la vittoria è della citochinina la cellula si specializza, cresce e diventa adulta. Per la prima volta questo complesso quadro di istruzioni molecolari che regola lo sviluppo delle piante è finalmente chiaro e l'uomo può intervenire in quella "zona di transizione", come la chiamano i ricercatori, nella quale si decide il destino della pianta. La zona, cioé, dove si gioca il "duello" fra auxina e citochinina e dove si decide perciò il futuro della pianta. "Aumentando o riducendo i livelli di ciascun ormone - spiega la ricercatrice - diventa possibile modificare le dimensioni degli organi della pianta. Per esempio, si possono ottenere piante con radici più lunghe, in modo che raggiungano le falde acquifere e riescano a sopravvivere in terreni aridi. O si possono produrre piante con radici molto corte, in modo che non raggiungano zone ad alta salinità". Sabrina Sabatini è tornata a lavorare in Italia nel 2003: "riesco a lavorare grazie a una borsa della fondazione Armenise, che per cinque anni mi ha finanziato carriera e ricerca". Per la legge sul rientro dei cervelli avrebbe dovuto avere la carica di professore associato, ma non è successo: "sono ricercatore, ma per il momento resto qui", anche se con un po' di amaro.
10:46
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07/11/2008
Manioca: preziosa per la sicurezza alimentare ed energetica
tratto da: www.torinoscienza.it
Manioca: preziosa per la sicurezza alimentare ed energetica
Investimenti nella ricerca per incrementarne i rendimenti e l’uso industriale
La coltivazione della manioca, diffusissimo tubero tropicale, potrebbe contribuire alla sicurezza alimentare ed energetica dei paesi poveri minacciati dall’attuale rialzo delle derrate alimentari e del petrolio, secondo quanto ha affermato oggi la FAO.
Nel corso di una conferenza internazionale svoltasi a Gent, in Belgio, esperti e studiosi del settore hanno sollecitato maggiori investimenti nella ricerca e nello sviluppo al fine di aumentare i rendimenti dei contadini e per esplorare promettenti impieghi industriali della manioca, come per esempio la produzione di biocarburanti.
Gli esperti, che hanno costituito un network internazionale chiamato Partnership Mondiale della Manioca, affermano che la comunità internazionale non può continuare ad ignorare la difficile situazione dei paesi tropicali a basso reddito che sono stati i più colpiti dall’aumento dei prezzi del petrolio e dall’inflazione galoppante dei prezzi alimentari.
La manioca, ampiamente coltivata in Africa tropicale, in Asia e in America Latina, a livello mondiale è la quarta coltivazione per importanza nei paesi in via di sviluppo, con una produzione stimata nel 2006 di 226 milioni di tonnellate. È l’alimento base di circa un miliardo di persone in 105 paesi, dove questi tuberi forniscono oltre un terzo delle calorie quotidiane, oltre ad avere un enorme potenziale non sfruttato – attualmente i rendimenti medi della manioca sono appena del 20 per cento rispetto a quelli che si potrebbero ottenere in condizioni ottimali.
La manioca è anche la fonte di amido più economica che esista, ed è utilizzata in più di 300 prodotti industriali. Una promettente applicazione è la fermentazione dell’amido per la produzione di etanolo utilizzato come biocombustibile.
La FAO tuttavia avverte che qualsiasi politica che incoraggi un cambiamento verso la produzione di biocarburanti non può prescindere dal considerare gli effetti che questo potrebbe avere sulla produzione e sulla sicurezza alimentare.
Nonostante la domanda crescente e le possibilità che offre la sua produzione, la manioca resta per così dire una “coltivazione orfana”. Viene coltivata da piccoli agricoltori tagliati fuori dai canali di commercializzazione e di lavorazione agro-industriale, ed in aree con scarso accesso, se non nullo, a varietà migliorate, ai fertilizzanti e ad altri input produttivi. I governi non hanno ancora fatto gli investimenti necessari per incrementarne il valore aggiunto, fattore che renderebbe competitiva la produzione dell’amido di manioca su scala internazionale.
I partecipanti alla conferenza hanno discusso dello stato attuale della produzione mondiale della manioca e delle sue prospettive future. Hanno concordato su diversi nuovi progetti, che saranno offerti subito alla comunità dei donatori, e su una serie di investimenti necessari affinché la manioca possa sviluppare appieno il suo potenziale per affrontare la crisi alimentare ed energetica mondiale.
Tra le iniziative concordate la creazione di un sistema di distribuzione a catena per canalizzare i progressi tecnici ai contadini poveri lungo tutta la filiera “dalle sementi al campo al mercato”, l’incremento della fertilità del suolo attraverso una migliore gestione ed un maggiore utilizzo dei mezzi produttivi, il miglioramento delle conoscenze scientifiche di base sulla manioca, come la genomica, l'espansione del mercato attraverso lo sviluppo di prodotti post-raccolto, e la formazione per la prossima generazione di ricercatori di manioca nei paesi in via di sviluppo.
11:46
Scritto da: auroraxspirit
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