08/01/2009

Pesci, memoria da elefanti. "Ricordano fino a 5 mesi"

tratto da: www.repubblica.it

Pesci, memoria da elefanti
"Ricordano fino a 5 mesi"

Studio israeliano ribalta le credenze suglle capacità mnemoniche degli animali marini. "Potremo creare allevamenti in acqua aperta, a costi inferiori e con vantaggi per l'ambiente" di MARCO PASQUA


 
NON sarà una memoria da elefanti, ma sicuramente non dura pochi secondi. E' una ricerca di un'università israeliana a sfatare la credenza popolare secondo la quale la memoria dei pesci duri solo una manciata di secondi. Gli scienziati dell'Institute of Technology Technion, di Haifa, hanno, infatti, dimostrato, con un semplice esperimento, che questa può arrivare sino a cinque mesi. Una ricerca che offre anche importanti prospettive relative ad una nuova modalità di allevamento per questo genere di vertebrati.

I ricercatori israeliani hanno preso un gruppo di pesci e li hanno allenati, all'interno della loro struttura, ad associare uno specifico suono al momento in cui ricevono il mangime. Dopo circa un mese di training, li hanno rilasciati in mare aperto. Passati altri quattro mesi, agli stessi pesci è stato fatto risentire il suono associato al cibo: con grande stupore degli scienziati, tutti gli esemplari hanno fatto ritorno nel punto in cui avrebbero ricevuto il loro mangime. Un risultato importante, viene fatto notare dall'università, che potrebbe aprire nuovi orizzonti nell'allevamento ittico praticato nelle zone costiere. Oggi, infatti, si usano spesso delle gabbie, posizionate sott'acqua. "Un metodo diffuso in gran parte del mondo - spiega l'università - anche se è dispendioso, sia per quanto riguarda l'acquisto delle stesse gabbie, che per il costo del lavoro delle persone che le devono monitorare, e, soprattutto, devono dar da mangiare agli animali. Un metodo controverso dal punto di vista dell'inquinamento generato dai pesci, sotto forma di azoto".

Così controverso che in alcune zone costiere questo genere di allevamento è vietato. "Lo scopo della nostra ricerca era quello di offrire una valida alternativa alle gabbie: far crescere i pesci in mare aperto, senza danneggiare l'ambiente e, soprattutto, in modo da non far fuggire questi animali". Adesso, infatti, basterà allenare i pesci a riconoscere un determinato suono, per poi farli tornare indietro, quando saranno pronti per essere catturati e immessi sul mercato per la vendita. "Tra l'altro questo metodo è molto più economico - dicono i ricercatori, Boaz Zion, Ilan Karplus e Assaf Barki - perché il nutrimento viene reperito in maniera naturale dai pesci stessi".

Già lo scorso anno, una studentessa australiana di 15 anni, Rory Stokes, aveva condotto un esperimento, che aveva permesso di dimostrare che la memoria dei pesci rossi durava fino ad una settimana. La ragazza aveva acceso ogni giorno un piccolo faro lampeggiante nella vaschetta, e subito dopo aveva sparso il mangime attorno al faro. Misurando il tempo che i pesciolini impiegavano a raggiungere il cibo, Rory si era accorta che i suoi animali avevano imparato ad associare la luce alla presenza di cibo, e presto il tempo impiegato per arrivare al faro era passato da un minuto a pochi secondi. Successivamente, la ragazza aveva rimosso per sei giorni il faro dalla vaschetta; quando, il settimo giorno, lo aveva riposizionato al suo interno e lo aveva riacceso, i pesci rossi non avevano esitato a nuotare in quella direzione e a raggiungere la "fonte di cibo".

(7 gennaio 2009)

25/11/2008

ANIMALI: PROPOSTA LEGGE BIPARTISAN CONTRO USO NEI CIRCHI

 tratto da: www.ansa.it

» 2008-11-24 17:37

ANIMALI: PROPOSTA LEGGE BIPARTISAN CONTRO USO NEI CIRCHI

 

ROMA - Sara', forse, la fine dei numeri con elefanti, tigri e scimmie ammaestrate nei circhi tradizionali. Perche' a destra come a sinistra la direzione comune e' quella di non vedere piu' animali protagonisti degli show, lontani dal loro habitat naturale, costretti ad esibirsi dopo aver subito addestramenti discutibili sul piano della violenza fisica e psicologica. Forse, semplicemente, vivere in pochi metri quadrati, sempre legati ad una catena, non viene piu' considerata accettabile.

Con questo spirito e' arrivata la proposta di legge della giovane parlamentare siciliana Gabriella Giammanco (Pdl), che sta incassando un'adesione bipartisan, tra cui quella del ministro ombra dell'Ambiente del Pd, Ermete Realacci. Il provvedimento, presentato oggi alla Camera insieme alle associazioni animaliste, ha ricevuto il sostegno dell'attore Giorgio Panariello e della conduttrice televisiva Licia Colo'. Nei circhi ''al posto della scimmia con il tutu' mettiamoci un comico toscano - ha detto Panariello - magari fa piu' ridere. Anzi, mi ci metto io''.

Non a caso l'attore pensa ad una nuova trasmissione televisiva, tra un anno e mezzo circa, che nasca con la collaborazione di Franco Dragoni, regista del Cirque du Soleil. Panariello e' entusiasta all'idea di bandire gli animali dai circhi: ''Finalmente si fa qualcosa - ha detto l'attore - e questo non sighifichera' perdere lo spettacolo, basta guardare al successo del Cirque du Soleil, che dimostra come si possa vivere di circo anche senza animali. Potremo pensare anche in Italia di mettere su un circo italiano, magari unendo nomi come Togni ed Orfei insieme, per uno spettacolo piu' bello''.

Sempre sensibile al tema Licia Colo': ''Ho avuto la fortuna di vedere gli animali in natura e anche se alcuni grandi circhi dicono che gli animali sono un bene prezioso, il fatto stesso di averli privati della liberta' e' sufficiente a farmi sostenere che non debbano essere impiegati negli spettacoli''. ''Vedere gli animali in un circo significa vederli reclusi, in una sorta di campo di concentramento'', ha affermato Carla Rocchi, presidente dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa).

 ''In Europa - ha ricordato Gianluca Felicetti, presidente Lega antivivisezione (Lav) - ci sono 15 Paesi che hanno proibito, del tutto o parzialmente, l'esibizione di circhi con animali. Belgio, Austria e Polonia hanno stabilito di limitare il divieto all'utilizzo di sole specie selvatiche''. E la realta' sembra non sia cosi' lontana: ''Il mondo del circo ha gia' compiuto il 90% del cammino in questa direzione'' ha detto Antonio Buccioni, rappresentante degli enti circhi e vicepresidente Agis. Secondo l'esponente Pdl, Gabriella Giammanco, ''l'uso degli animali non e' piu' tollerabile, e' anacronistico e superfluo''.

Con il provvedimento, le risorse del Fondo unico per lo spettacolo andranno solo ai circhi e agli spettacoli viaggianti che non utilizzano animali, si vieta l'ingresso in Italia ai circhi con animali e prevede che sia istituita, presso il ministero dell' Ambiente, una commissione che si occupi di gestire la dismissione graduale degli animali dai circhi, occupandosi della migliore sistemazione alternativa. ''Questa proposta non e' contro gli spettacoli circensi - ha sottolineato Giammanco - ma oggi il circo sopravvive grazie allo Stato che lo finanzia e penso che debba rispettare gli animali e la loro natura''.

22/10/2008

Utah, quante impronte di dinosauri

tratto da: www.repubblica.it

Geologi Usa hanno scoperto un sito fra Arizona e Utah dove gli animali preistorici
si ritrovavano: migliaia di impronte l'una a fianco dell'altra, come in una danza

Utah, quante impronte di dinosauri
"Sembra una pista da ballo"

 

SALT LAKE CITY - Un punto di ritrovo popolarissimo, amato da adulti ma anche dai giovani, quasi come una discoteca. A frequentarlo erano i dinosauri, oltre 190 milioni di anni fa. In un luogo remoto, al confine fra Arizona e Utah, negli Stati Uniti, geologi hanno scoperto una enorme quantità di impronte lasciate dagli animali preistorici, tutte concentrate in uno spazio ridotto. E l'immagine che è loro venuta in mente, guardando le tracce ammassate l'una a fianco dell'altra, è stata proprio quella di una pista da ballo. O di uno di quei giochi in cui ci si muove seguendo la musica, mettendo i piedi sulle impronte che si illuminano via via per terra, amatissimi dai ragazzi.

I risultati dello studio, pubblicato sul numero di ottobre della rivista specializzata Palaios, schiudono ora ai ricercatori nuovi particolari su com'era la vita dei dinosauri in epoca preistorica in una zona che si presentava allora come un enorme deserto sahariano: "vasto, secco, non abitabile" lo descrive Marjorie Chan, professore di geologia all'Università dello Utah e uno degli autori dello studio.

Il sito dove si concentrano le tracce, in un'area protetta del Vermilion Cliffs National Monument, potrebbe essere stata un'oasi con acqua fra altissime dune battute costantemente dal vento, e per questo, un punto di sosta molto apprezzato. Di sicuro "era un luogo che attraeva le folle, proprio come una pista da ballo" ha raccontato la professoressa Chan.

Il "locale" era apprezzato da specie diverse: sono infatti state ritrovate tracce di quattro diversi tipi di dinosauri impresse nella roccia. Alcune misurano oltre 40 cm in ampiezza, e hanno tre dita e un calcagno. Altre sono più piccole e circolari. Queste tracce sono state considerate in un primo momento semplici segni di erosione ma ora i ricercatori hanno individuato nel sito anche tracce della coda che gli animali trascinavano, molto rare.

Secondo Winston Seiler, uno studioso che ha analizzato l'area per la sua tesi di specializzazione, potrebbe trattarsi di un luogo in cui i dinosauri nel Giurassico si fermavano ad abbeverarsi e riposarsi prima di proseguire nei loro spostamenti. "Erano felici di fare una sosta in quel luogo, dopo aver girovagato in lungo e in largo, attraversato dune, stanchi per il caldo e le tempeste di sabbia" ha spiegato Seiler all'Associated Press, immaginando il gruppo di animali mentre godeva finalmente di un momento di relax.

Il sito individuato dai ricercatori si trova a oltre tre miglia dalla strada più vicina ed è parte di un'area naturalistica protetta, in cui si trova anche una formazione geologica molto nota agli "addetti ai lavori", chiamata l'Onda, the wave. Ogni giorno vengono rilasciati solo 20 permessi per potervi accedere, ma c'è da scommettere che le richieste per dare un'occhiata al locale di moda ai tempi giurassici, aumenteranno notevolmente.

(21 ottobre 2008)

06/10/2008

HA 570 MILIONI DI ANNI L'IMPRONTA PIU' ANTICA

tratto da: www.ansa.it 

» 2008-10-05 15:45

HA 570 MILIONI DI ANNI L'IMPRONTA PIU' ANTICA

 

ROMA - Viveva nel mare 570 milioni di anni fa il primo animale con le zampe finora noto. Aveva un corpo lungo circa un centimetro e un numero imprecisato, ma sicuramente numeroso, di zampe piuttosto lunghe e molto sottili, tanto da lasciare impronte simili a punte di spillo. Con esse si spostava sul tappeto di sedimenti soffici e compatti del mare poco profondo che si estendeva dove oggi si trova lo Stato americano del Nevada.

Un nome non ce l'ha ancora perché tutto quello che resta di questa strana creatura sono le impronte, scoperte dal gruppo di geologici dell'università dell'Ohio coordinato da Loren Babcock e presentate per la prima volta oggi negli Stati Uniti, nel congresso della Società Geologica Americana in corso a Houston. La scoperta è tutt'altro che una semplice curiosità: l'evidenza che 570 milioni di anni fa sulla Terra vivessero animali in grado di camminare sposta infatti indietro di 30 milioni di anni il momento in cui sono comparsi i primi animali dotati di zampe.

A riscrivere la storia della vita animale sulla Terra sono due file parallele di minuscole impronte simili a puntini, ognuno del diametro di circa due millimetri. Alla luce di questa scoperta, quindi, il primo animale con le zampe è vissuto nel periodo Ediacarano, il cui inizio è fissato a 635 milioni di anni fa. E' stato il periodo che ha immediatamente preceduto il Cambriano, nel quale la vita sulla Terra è letteralmente esplosa, con la comparsa di numerose nuove specie.

L'Ediacarano è da sempre considerato un periodo popolato da organismi estremamente semplici, come coralli o vermi, ma la scoperta delle impronte suggerisce che forse le cose non era così. Per la prima volta, osserva Babcock, "abbiamo l'evidenza che in quell'epoca è esistito un animale dotato di zampe e in grado di camminare". Babcock ha scoperto le tracce per caso, mentre studiava le rocce in una località del Nevada vicina a Goldfield. "Arrivammo su un affioramento che risaliva all'epoca a cavallo fra Precambriano e Cambriano, così ci siano fermati a dare un'occhiata. Ci siamo seduti e abbiamo cominciato a cercare tra le rocce. Nemmeno un'ora dopo abbiamo visto le impronte".

Il primo sospetto è stato che si trattasse di un animale simile a un millepiedi o comunque a un verme con piccole zampe. I fossili più antichi finora scoperti risalgono a circa 520 milioni di anni fa e a 540 milioni di anni fa, in pieno Cambriano. Le impronte fossili del Nevada, invece, non solo appartiene al più antico animale con le zampe finora noto, ma sono la prova che animali complessi popolavano la Terra prima del Cambriano. Adesso il gruppo di Babcock sta proseguendo le ricerche nella stessa regione in cui sono state scoperte le impronte, ma ci sono anche altre località nelle quali potrebbero trovarsi fossili antichissimi: per esempio, in passato, fossili di animali molto semplici che risalgono all'Ediacarano sono stati scoperti in Russia (nell'area del Mar Bianco), in Australia meridionale o in Namibia.(ANSA).

04/09/2008

ORSI ALLA DERIVA, PROIBITIVO IL RECUPERO

 tratto da: www.ansa.it

» 2008-09-03 19:26

ORSI ALLA DERIVA, PROIBITIVO IL RECUPERO

 

ROMA - Impossibile salvare nelle condizioni attuali, considerate proibitive, gli orsi polari alla deriva nel mare di Chukchi in Alaska, per i quali era stato lanciato l'allarme dal Wwf intorno al 20 agosto scorso.

"Fino ad oggi - spiega Massimiliano Rocco, responsabile specie e Traffic del Wwf Italia - il Wwf ha cercato con ogni sforzo di richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sui rischi che la popolazione dell'orso polare sta correndo dovuti allo scioglimento repentino dei ghiacci polari di cui questa specie è il simbolo".

Purtroppo "le condizioni per salvare gli orsi trovati nelle acque dell'Artico si stanno dimostrando proibitive - aggiunge Rocco - e peggiorano di ora in ora, anche se si continua a sperare di rintracciare gli animali e soprattutto spronare chi ha i mezzi per intervenire".

Insomma, il Wwf non abbandona la speranza "con la coscienza pulita di fare fino all'ultimo il possibile per salvarli, anche se in una drammatica corsa contro il tempo - precisa l'esperto Wwf - questa esperienza insegna che i governi devono mettere in atto immediatamente tutti gli strumenti per affrontare l'emergenza dei cambiamenti climatici che continueranno a produrre effetti disastrosi su specie e popolazioni umane se non si cambia rotta nelle emissioni di gas serra".

Infatti, conclude Rocco "mentre gli orsi polari affogano nelle acque dell'Artico molti paesi sono infatti in fortissimo ritardo sugli impegni più volte richiamati in tutti i contesti nazionali e internazionali". 

UNA BELLA NOTIZIA!!!

 tratto da: www.ansa.it

» 2008-09-03 17:14

PARLAMENTO UE: STOP CLONAZIONE ANIMALE

 

BRUXELLES - A larghissima maggioranza il Parlamento europeo si è espresso oggi per il blocco della clonazione animale e contro la commercializzazione e l'importazione di carni, latte e derivati prodotti da animali clonati e dalla loro progenie. La risoluzione, firmata dal popolare britannico Neil Parish, ha raccolto 622 voti favorevoli, 32 contrari e 35 astensioni.

A metà luglio l'Efsa, l'Agenzia per la sicurezza alimentare europea aveva affermato che "non esistono differenze tra le carni di animali clonati sani e quelle di animali riprodotti in maniera naturale o artificiale", mentre invece viene rilevata una maggiore incidenza di malattie tra gli animali clonati. Il Parlamento europeo chiede oggi alla Commissione di prendere una posizione a "difesa del benessere animale" e di bloccare quindi qualsiasi produzione e commercializzazione di prodotti derivati da animali clonati.

La risoluzione comune chiede alla Commissione ed al Consiglio Ue di proibire "la clonazione di animali a scopi di approvvigionamento alimentare", di vietare "l'allevamento di animali clonati o della loro progenie", di interdire "l'immissione in commercio di carne o prodotti lattieri ottenuti da animali clonati" e dai loro discendenti e, infine, di vietare anche "l'importazione di carni, latte, derivati, seme ed embrioni di animali clonati".

Gli eurodeputati ritengono inoltre che la clonazione "costituisce una grave minaccia all'immagine e alla sostanza del modello agricolo europeo", un modello basato sulla "qualità dei prodotti, sui principi ecocompatibili e sul rispetto di standard rigorosi di benessere degli animali".

Nel testo approvato si sostiene che l'impatto della clonazione degli animali per scopi alimentari "non è ancora stato adeguatamente studiato" e si ricorda che la clonazione "ridurrebbe significativamente la diversità genetica del patrimonio zootecnico, aumentando le probabilità che intere mandrie siano decimate da malattie alle quali sono suscettibili". Questo secco no a qualsiasi apertura all'utilizzo commerciale di qualsiasi figlio, nipote o pronipote della pecora Dolly, il primo animale clonato nell'ormai lontano 1996, arriva in un momento in cui si ravviva il dibattito sulla clonazione.

A gennaio la Food and Drug administration statunitense ha affermato che "non vi sono differenze tra la carne di animale clonato e quella di animale riprodotto naturalmente o tramite riproduzione assistita". Poi, a metà luglio l'Efsa, l'Agenzia per la sicurezza alimentare della Ue, ha espresso un giudizio molto simile, assicurando che "la carne e il latte degli animali clonati sani non sono diversi" dai prodotti di animali non clonati.

Il problema, riconoscevano i tecnici dell'Efsa, è nella salute degli animali, che presentano un'incidenza di malattie assai maggiore. Il giudizio netto e contrario espresso dal Parlamento europeo é destinato ad incidere in questa discussione, anche se al momento la Commissione Ue non ha ancora preso una posizione definitiva e non ha ancora lanciato un'iniziativa legislativa per permettere o vietare la carne clonata. Un testo è atteso per il 2010, per il momento, assicuravano a luglio i tecnici dell'Efsa, "nei supermercati non si trova carne clonata".

CIA, POSITIVO PARERE SULLA CLONAZIONE - La Cia-Confederazione italiana agricoltori esprime "vivo apprezzamento" per la risoluzione. La vendita di prodotti provenienti da animali clonati (latte, carne e formaggi), sostiene la confederazione, evidenzia infatti "rischi per il consumatore, alimentando grandi preoccupazioni e perplessità di pura natura etica".

Il parere del Parlamento Europeo, a giudizio dell'organizzazione, è quindi positivo perché riconosce "che la clonazione costituisce una grave minaccia all'immagine e alla sostanza del modello agricolo europeo", e perché "fa chiarezza dopo il parere ambiguo dell'Agenzia per la sicurezza alimentare (Efsa) in materia".

Nel ribadire la netta contrarietà sia agli Organismi geneticamente modificati che alla clonazione, la Cia riafferma che "su questi temi la stragrande maggioranza dei cittadini italiani ed europei ha espresso netto dissenso. Inoltre - conclude - è indispensabile procedere nella difesa e valorizzazione dell'agroalimentare di qualità".

29/08/2008

GENTE DI MERDA!!!

 .

tratto da: www.ansa.it

2008-08-29 09:03

GRECIA, UCCISO ULTIMO ORSO BRUNO SU MONTE OLIMPO

 ATENE - L'ultimo orso bruno esistente sul monte Olimpo, nella Grecia settentrionale, è stato ucciso, probabilmente con un colpo d'arma da fuoco. Lo ha annunciato l'organizzazione ecologica Callisto affermando che si tratta di "una gravissima perdita" per la fauna protetta. L'orso, ha detto all'Ansa un portavoce di Callisto, aveva ferite sul corpo e si ritiene quindi che sia stato ucciso a colpi d'arma da fuoco, ma non si esclude che, considerata l'agonia che presuppone la bocca aperta, possa essere stato prima avvelenato. Callisto, un'organizzazione che da anni osserva le popolazioni di plantigradi, lupi e altri animali in pericolo di estinzione, sottolinea che in tutta la Grecia restano solo 200-300 orsi bruni della grande popolazione che un tempo viveva in questi territori. Da una settantina di anni gli orsi avevano abbandonato il monte Olimpo, ma alcuni di essi vi erano tornati cinque anni fa. "Riteniamo che fossero due, uno dei quali fu ucciso tre anni fa, per cui questo, un maschio di 10 anni del peso di circa 180 kg è verosimilmente l'ultimo in questa area, una perdita gravissima" ha spiegato il portavoce di Callisto. Il monte Olimpo ricoperto da un'importante vegetazione è con i suoi 2917 metri la più alta montagna della Grecia ed era considerato nell'antichità la dimora degli dei. Nel 1938 è diventato sede di un Parco Nazionale.

26/08/2008

Emozioni nel regno animale

è con infinito piacere che riporto la seguente notizia tratta da
www.repubblica.it di oggi (26.08.08)
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Etologi e neurobiologi spiegano: "Hanno un cervello molto simile al nostro"

Emozioni nel regno animale
anche gli elefanti amano

Gli unici organi di cui sono sprovvisti sono quelli del linguaggio
di CRISTINA NADOTTI


SE potessero parlare ci direbbero "Mi fai male", "Sono triste", "Sono felice di vederti". Etologi e neurobiologi ne sono sempre più convinti: per quanto riguarda le emozioni l'unica cosa che differenzia animali e uomini è il modo in cui si esprimono. Agli animali mancano gli organi adatti per articolare il linguaggio e quindi per comunicare quel che provano, ma poiché possiedono vista, tatto, attività cerebrale e una buona porzione del Dna simili o, in alcuni casi, quasi uguali ai nostri, a scimmie, cani, corvi, polpi e perfino tartarughe e pesci è giusto attribuire la capacità di amare, soffrire, gioire.

Il dibattito è annoso, ma si è riacceso lo scorso 21 agosto, quando un gorilla di tre mesi, affetto da un difetto cardiaco congenito, è morto nello zoo di Münster, in Germania. Davanti ai visitatori commossi fino alle lacrime, la mamma di Claudio ha cullato e stretto al seno il cadavere per giorni, cercando disperatamente di rianimarlo. Il comportamento della gorilla Gana è stato commentato sui giornali e molti lettori hanno mandato le loro condoglianze all'animale. Di fronte a tanta empatia alcuni scienziati hanno ribadito che è un errore proiettare sugli animali sentimenti che sono solo umani. La risposta di zoologi, etologi e neurobiologi, e soprattutto dell'ultima branca dell'etologia, la neuroetologia, è stata unanime: che gli animali provino emozioni è sotto gli occhi di tutti, ma è ancora difficile provarlo scientificamente.

La valutazione scientifica delle emozioni, argomentano i sostenitori dell'uguaglianza tra uomini e animali, è molto difficile anche per gli esseri umani, quindi perché stupirsi se non si riesce a stabilire quanto dolore prova un cane sottoposto a un intervento chirurgico, cosa sente un elefante quando riconosce il vecchio compagno di zoo, o quanto è depresso un maialino che viene allontanato prematuramente dalla madre. A dirci che i mammiferi e gli uccelli possono sentire le emozioni come noi è il loro cervello, sostengono i neuroetologi, che possiede come il nostro il sistema limbico. Quest'area contiene un insieme di strutture cerebrali che sovrintendono a varie funzioni quali le emozioni, il comportamento e la memoria a lungo termine.

Chi ha un animale da compagnia obietta che non ha bisogno di conoscere la struttura cerebrale per definire vergogna quella che osserva nel suo gatto, quando l'animale non riesce ad agguantare una preda e, caduto rovinosamente, si lecca distrattamente una zampa per far finta di niente. Lo psicologo prestato all'etologia Jeffrey Moussaief Masson ha scritto tomi riportando osservazioni ed esperimenti sulle emozioni animali, fino ad affermare che un coniglio è capace di mostrare riconoscenza al gatto che lo ha salvato da un'aggressione.

Le taccole intelligenti di Lorenz sono un caposaldo nella storia dell'etologia, ma ultimamente gli studiosi hanno accertato che i corvi sono in grado di divertirsi e che percepiscono la tristezza umana manifestando solidarietà. Le emozioni non sarebbero appannaggio solo di mammiferi e uccelli: l'intelligenza dei polpi è accertata, in più questi molluschi cambiano colore non solo per mimetizzarsi ma, secondo gli scienziati, per esprimere sentimenti quali la rabbia e la gioia. Perfino i pesci rossi e le tartarughe sarebbero in grado di provare emozioni, come mostrano le loro differenti personalità e capacità di adattamento alle situazioni. Se c'è tanta resistenza ad accettare le capacità emotive degli animali dipende dal modo in cui continuiamo a servirci di loro. Ammettere che soffrono quanto noi significa smettere di ucciderli, maltrattarli, rinchiuderli, smettere, in sostanza, di considerarli inferiori a noi.

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Chiunque ha od ha avuto il piacere della convivenza con qualche animaletto, non può non condividere quello che la scienza si appresta ad ammettere... E non si può non condivere il pensiero per cui da questa ammissione dovrebbero anche derivare dei cambiamenti nei comportamenti degli umani rispetto al mondo animale... Ma perché dobbiamo aspettare che la sia la scienza a dirlo, o la legge a perseguire certi comportamenti che non voglio neanche rammentare?!? Basterebbe fermarsi ogni tanto ad osservarli... guardarli negli occhi... Dagli animali c'è solo da ricevere...