14/01/2009
casa galleggiante
ma perché portare avanti patetiche teorie ambientaliste??? ...ma perché tentare di contrastare interessi economici mondiali per combattere l'effetto serra???? ...ma perché voler insidiare un sistema che ha reso davvero l'uomo il sovrano della terra, tentando di contrastare gli effetti del surriscaldamento della crosta terrestre????? ...perché preoccuparsi dello scioglimento di quegli insignificanti cubetti per aperitivi da orchi????????? ed infine perché l'edilizia deve morire di fronte all'esiguità di un territorio ad alta valenza turistica e con ottime prospettive di investimento ma politicamente confinato, laddove neanche la soluzione 3x2x15 riesce più a risultare soddisfacente, quando semplicemente possiamo inventarci confortevoli versoni supertecnologiche di barche... ops, scusate, case galleggianti!!!!!! nel kit di costruzione troverete anche i listini dei farmaci contro il mal di mare....
BUON DIVERTIMENTO:
tratto da: www.repubblica.it
L'idea da un gruppo di designer e consiste in una sorta di isola artificiale a tripla cupola
L'esperto: "Attenzione all'isolamento. La bioarchitettura ha senso se c'è legame col mondo"
Una casa galleggiante ed ecologica
"Waterpod" nelle acque di NYC
di SARA FICOCELLI
Se è vero ciò che dice il direttore dell'Istituto di Potsdam per le ricerche sul clima Hans J. Schellnhuber, i ghiacciai della Groenlandia sarebbero infatti a rischio di scioglimento, tanto che basterebbe che le temperature salissero di 2 gradi per provocare un innalzamento dei mari di 7 metri. Niente di meglio dunque che giocare d'anticipo e prepararsi ad abitare sull'acqua. Senza contare che, innalzamento dei mari o no, queste abitazioni potrebbero venire utilizzate nelle zone a rischio tsunami o come alternativa alla selvaggia cementificazione costiera. Come a dire: se proprio volete la villa al mare, compratevene una che poggi direttamente sull'acqua.
L'idea nasce da un gruppo di designer e consiste in una sorta di isola artificiale a tripla cupola, realizzata su una chiatta industriale impiegando materiali di riciclo come legno, plastica e tessuti. La struttura sarà alimentata da un sistema ibrido solare/eolico e verrà dotata di un impianto per purificare l'acqua, così da destinarla alle coltivazioni verticali e idroponiche di "bordo". Waterpod è stata concepita anche per ospitare attività artistiche ed eco-iniziative, il tutto all'insegna dell'autosufficienza energetica e del risparmio economico.
La piattaforma sperimentale, che misurerà circa 25x8mt, toccherà l'acqua il primo maggio, partendo dal Newtown Creek tra Brooklyn e il Queens per scivolare lungo l'East River, fino al New York Harbor e all'Hudson River. La data è stata scelta in omaggio all'esploratore inglese Henry Hudson, che 400 anni fa, nel 1609, risalì la costa orientale del Nord America, attraversando Manhattan, il Maine e Cape Cod e risalendo per un certo tratto il corso del fiume newyorkese, che da lui prese il nome.
"Con questo progetto - si legge sul sito dedicato al progetto, www.thewaterpod.org - speriamo di incoraggiare la crescita e lo sviluppo della società, parallelamente a come noi immaginiamo il futuro da 50 a 100 anni a venire". La prima cupola misurerà circa 9x6mt e sarà dedicata ad attività artistiche, letture e workshop, la seconda (3x3mt) racchiuderà uno spazio dedicato all'agricoltura verticale e la terza (6x6mt) sarà la zona notte. Tutti i passeggeri verranno direttamente coinvolti nella navigazione e nella mappatura del viaggio, collaborando a migliorare il funzionamento della struttura e ad evidenziarne le falle. In caso di esiti positivi i progettisti sperano di rendere il prototipo disponibile e brevettabile entro tempi estremamente brevi.
(14 gennaio 2009)
19:03
Scritto da: auroraxspirit
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24/09/2008
Papere di gomma nelle viscere della Groenlandia
tratto da: www.repubblica.it
Un ingegnere della Nasa ha calato novanta animali giocattolo in un crepaccio
Spera che qualcuno le ritrovi in Canada, chiarendo gli effetti del riscaldamento globale
Papere di gomma nelle viscere della Groenlandia
per svelare i segreti del ghiaccio che si scioglie
di VALERIO GUALERZI
L'ingegnere della Nasa Alberto BeharROMA - Osservazioni satellitari più sofisticate, strumenti più precisi, tecnologie più affidabili. I climatologi in questi anni hanno avuto a disposizione strumenti sempre più efficaci, ma alla fine a svelare le dinamiche con cui si vanno sciogliendo i ghiacci perenni della Groenlandia potrebbero essere delle banali paperelle di gomma, tali e quali a quelle che i bambini usano nella vasca da bagno.
A scommettere su questo metodo di ricerca quanto mai poco ortodosso è Alberto Behar, un ingegnere del Jet Propulsion Laboratory della Nasa dove progetta robottini per l'esplorazione di pianeti lontani. Nei mesi scorsi si è recato sul ghiacciaio Jakobshavn, lo stesso dal quale si ritiene si sia a suo tempo staccato l'iceberg responsabile del naufragio del Titanic. In una delle fenditure che il riscaldamento globale sta provocando nel ghiaccio, Behar ha lasciato cadere novanta paperelle di gomma. Su ognuna ha fatto stampare in tre lingue il messaggio "Esperimento scientifico - Ricompensa", e un indirizzo di posta elettronica a cui rivolgersi per riconsegnarle.
In queste prime settimane non si è ancora fatto vivo nessuno. "Ma non è che siano zone dove va a spasso molta gente", scherza Behar. A lui ovviamente non interessa tanto tornare in possesso delle paperelle, quanto sapere esattamente dove sono state ritrovate. Capirne il percorso potrebbe fornire infatti elementi essenziali nella comprensione di come lo scioglimento dei ghiacci artici influenzerà un eventuale innalzamento del livello del mare. Secondo i calcoli dell'ingegnere, i giocattoli di gomma dopo essere stati risucchiati nelle strette voragini che si aprono sulla superficie del ghiacciaio e dove scorre l'acqua che si forma in seguito allo scioglimento, dovrebbero ricomparire da qualche parte nella Baia di Baffin, al largo delle coste nordorientali del Canada.
Ma il meccanismo esatto con cui questa specie di fiumi carsici scavati nel ghiacciaio contribuiscono a minarlo, spingendolo piano piano a staccarsi dalla terra e ad andare verso il mare, sono ancora sconosciuti. Con un'intuizione che ricorda il Viaggio al centro della terra di Jules Verne (i protagonisti del romanzo si calavano nelle viscere della terra in Islanda per sbucarne fuori a Stromboli), l'idea è quella di capire il percorso esatto delle fenditure. Ovviamente le paperelle potrebbero dare solo un'indicazione di massima, ma Behar nel crepaccio insieme ai giocattoli di gomma ha fatto calare anche una speciale sonda con un trasmettitore gps in grado di fornire informazioni (velocità, accelerazioni, temperature attraversate) sul centro del ghiacciaio.
L'esperimento portato avanti dall'ingegnere della Nasa rientra negli sforzi lanciati dal Consiglio Artico, la federazione che unisce tutti i paesi che si affacciano sul circolo polare, per produrre studi il più accurati possibile su quanto sta accadendo in Groenlandia in vista della conferenza internazionale sui cambiamenti climatici in programma a Copenaghen a fine 2009. Il dibattito nella comunità scientifica su come, quando e quanto si scioglieranno i ghiacci e con quali effetti sull'innalzamento degli oceani è infatti quanto mai serrato. Un confronto che Eric Rignot, un collega di Behar anche lui coinvolto nel progetto, sintetizza così: "E' troppo presto per sperare che la situazione si stabilizzi". "Allo stesso modo - aggiunge - non siamo ancora in grado di prevedere un collasso catastrofico, ma di certo la situazione è molto più critica di quanto chiunque potesse immaginare appena cinque anni fa".
(23 settembre 2008)
09:34
Scritto da: auroraxspirit
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